27 Febbraio 2007

Ma come si fa?!

..eccolo lì. anzi, quì. materializzato davanti ai miei occhi il periodo della "real life". per favore. fammi il piacere. non posso richiudere tutto nella mia stanza come faccio sempre? ritrovare quella concentrazione.. che.. bè. ora non ho. non ho più. e tutto viene insieme.. l'interesse si spegne ancora di più e la forza di volontà si fa ridicola. ci ridi in faccia. scosti le tende. ti tiri una manica e ti mordi un labbro guardando il muro bianco. il muro verde. il frigo giallo. colori che ti ritrovi tutti insieme con lo spuntare di un sole che ti lascia in canotta bianca come se fosse luglio. o giugno. e credimi, kami, mi fai sorridere da fuori quando ridi. perchè in questi periodi torni a parlare di te e smetti di parlare degli altri.. o semplicemente smetti di fare su e giù con la testa credendo di.. ehm.. si, mi interessa quello che dici ma scusa un attimo che devo togliermi la felpa e lasciare che la pelle più bianca del mondo si faccia sfregiare dal nuovo, incostante e pericoloso..pericolo. di non riuscire mai a capire un cazzo di quello che voglio. pericolo di scrivere troppo o di scrivere niente. pericoloso quello che dici.. pericoloso quello che penso. non te lo dico perchè dopo muoio un pochino lo so. e dopo ancora un pochino muoio del tutto e come credo che sia, la pagina non la giro più. e comunque mi fai ridere kami, perchè non leggi quello che leggi ma senti solo quello che senti. il più delle volte le cose dette piano. il più delle volte quelle non dette. ed è vero, vivo di parole non dette e di frasi non scritte, di momenti non vissuti e di viaggi non intrapresi e tutto turbina nella mia testa sgomitando con la realtà chiedendo aiuto al razionale e cadendo di nuovo sull'asfalto. a febbraio. in maglietta. in ginocchio. sul marciapiede. un vino francese nello stomaco. la bottiglia vuota nella mano. le luci che non vedo e un cellulare che vorrei usare a sproposito senza preoccuparmi di cosa sia quello che faccio. trovare una scheggia nell'indice e lasciare che tu me la tolga. quel bicchiere, quello zucchero, quel vicolo e quella porta. quel bianco. quello stridìre del mio cuore quando è surriscaldato.
odio quando non è pianificato. quando io non sono in grado reggerlo. di viverlo. odio quando è improvviso, mette alle strette e ti ritrovi a rifletterci veramente.. cristo, ma si. ci rifletti sul serio! stai impazzendo..
mi fa male sta scheggia.
mi piace quel tatuaggio.

Kami. (coglione senza mezzi termini)

 
11 Dicembre 2006

..

Chi me l'ha detto? Ahn si. L'ho letto, spè che ve lo dico perchè il bello è stato rendermi conto di aver già pensato questa cosa, non per avvalerla credo, o forse si, credo solo di averla pensata per il gusto di ragionarci: "Se Bevi E Ti Droghi Non Hai Mai L'assoluta Certezza Che Gli Stati D'animo Che Vivi Siano I Tuoi E Non Indotti Da Quel Che Prendi. E Ti Spaventa Conoscere La Risposta". Alchè spavalda dissi, ovviamente tra me e me, "ma và". Penso frase detta, fatta e mangiata da questo pazzo con la chitarra ormai pluri cinquantenne che ci vede il lato stupido con qualche decennio di ritardo e si premura di farcelo sapere presto perchè, sapete com'è, è un bel bagolo n'zomma. "Ma và!" ho ripensato sempre spavalda e sempre tra me e me anche se tale frase un che m'ha lasciato e quindi ora sono in un limbo strano che mi fa stronzamente pensare ad un sacco di cagate e odio quando penso a questo cose. perchè significa.
lasciamo perdere e generiamo altro.. non ha senso. archivio il pezzettino di carta ritagliato da XL come ogni santo mese. e intanto fra questo e quel giornale, quella foto e quest'altro la carte da parati per il mio prossimo muro aumenta di peso e di spessore..là, dentro a quelle cartellina trasparenti. forse quel muro aspetta veramente. forse nessuno entrerà da quella porta se non qualcuno per farmi una carezza e forse tu nemmeno ci sarai ma non sentirò squillare quello stupido telefono nella casa di fianco, eppure mi farai così male che starò male perchè non ti vedrò girare per casa. questo mi farà odiare il tuo profumo costoso ancor di più.
ma lasciamo perdere, che non ha senso..
archivio anche questo nel raccoglitore trasparente. poi saranno tutte cose che ti riguarderai una in fianco all'altra, sempre che tu abbia voglia di vedere la cuccia che le ospiterà. e sai cosa ti dico? che ho deciso di fare altrimenti, perchè non ha senso nemmeno questo, digrignare ancora i denti, piuttosto lanciami del cibo, e vedrai che la mia cosa scodinzolerà. tranquilla, non mordo. i miei occhi sono sempre molto pesanti.. è perchè non dormo molto. per un motivo o per un altro. sai.. non so quale tipo di occhi io possa aver avuto l'altra notte. ehm, ops, l'altra mattina bellezza. l'altra mattina, si, lo so. ma che ci posso fare.. pure briatori mi sembra di ricordare di aver sentito là nella nebbia. e quanto menate che hoi propinato a questo e a quella. poveri quelli che incappavano nella mia artificiale parlantina. e quando rum. dio, che schifo. e per farla breve sento ancora mani e spalle, piedi e gambe, denti e labbra, occhi ne ricordo pochi. Io purtroppo mondo non lo so cosa succederà fra un anno, anzi, fra 6 mesi, tò. non lo so come starò, ne dove starò. con chi starò poi..
spero solo in una cosa, meno occhi gonfi, meno parole, più chiavi.

vi saluto figli di puttana.

K.

tuturù. turù. ttù.
 
26 Ottobre 2006

Feeling this.

e domani, eccolo lì. il Taste of Chaos. a pronunciarlo sembra proprio l'evento internazionale, l'evento. insomma. il sapore del caos. l'evento per il quale le mamme un po' furbette direbbero che ce le andiamo a cercare e perchè invece del Taste of Chaos non si inventano il Taste of Silence o il Taste of Snacks.. sapete, a casa mia la merenda di solito non manca. figata. e invece no. eccolo lì. tutti dentro al furgone, spedizione di arembaggio. aggregazione collettiva che non si vedeva da tempo. i soliti i-pod. i soliti ghigni. il solito fumo passivo e un tetto che si scrosta e l'odore di sudore e schifo che impesta i sedili a fine serata mentre tutti sbaviamo addormentati contro i finestrini. o sulla spalla del poveretto che ci siede di fianco. fa parte del gioco. la colla benza. la colla alcool. la colla colla. insomma.. una cooperativa di sbandati allo sbaraglio organizzata al millimetro. e poi di nuovo quella forte e salata sensazione di calore delle luci del palco sul viso. il buio attorno e qualche sguardo perso che incroci ridendo perchè insomma, ma quanto bello è quello che fai. spero solo che di nuovo si riesca a condividere il sogno passato che vivevamo ogni giorno, sai, quella sensazione di far parte di qualcosa di così grande che non sapevi neanche di farne parte e ce la tiravamo a buso perchè avevamo quello che nessun'altro aveva e insomma, infine, vivevamo questo sogno punk-rock che ci faceva brillare gli occhi riflessi gli uni dentro gli altri e ci faceva ridere, abbracciare, baciare in un mare di birra calda e mozziconi spenti sugl'interni grigi. ma quanto bello è, quello che facciamo. e dormirò coperta da mille pensieri, spero da mille sogni. come sempre, ovvio, inevitabili, le mie mille aspettative. so che le realizzerò, tutti le realizzeremo. perchè i Senses Fail faranno tutti i pezzi vecchi e a quel punto non capiremo più un cazzo e cadremo tutti nelle braccia di ognuno e insomma, fatemelo dire..
ma quanto bello è quello che facciamo.

Luv.

K.
 
24 Ottobre 2006

che bel titolo.

e comunque vada, per quanto dica, mi rendo conto che è veramente inverno. che poi il mondo si surriscaldi troppo e a fine ottobre mi ritrovi nel dubbio esistenziale del "jeans triplo strato o pantaloncino corto-sì-è ancora barcelona?" sono cazzi prettamente miei e dei ghiacci che si sciolgono. mal che vada, dico, patisco un po' più il freddo ma fidati che la figura di cacca passa inosservata quando ti passano avanti centomila imbecilli in piumino doppia oca. eh no. l'imbecille sono io. in braghe corte, evviva che bello il joint sulla plaja. è inverno e sto cercando di tradurre questa strana pagina della mia esistenza. cercando di adattare un qualcosa che si sente troppo largo, abbondante, in tutto questo tempo a vuoto.. la sensazione di infinito mi sgomenta.. e no, non è il Leo. preparàti o no, "pronti" non lo saremmo mai stati, che dici. ma questa domenica passata sapeva di amaro e aulin. sapeva di salato e ventolin. di cielo grigio quasi quanto il tuo nuovo cielo. di freddo fuori e vuoto dentro. non ho mai desiderato così tanto riempire la mia casa di gente. il mondo nuovo era alle porte, tu hai dovuto aprirle. che bello. che brutto. un pensiero contrastante che mi fa ridere, piangere e piangere, ridere come una folle e mi sorprendo a singhiozzare al telefono.
ad ogni modo riscopro le gioie di una sadica vita contemplativa che trascorro nell'ambiente statico della mia casa. annoiata e invasata guardo fuori il freddo e righe assurde su libri immensi capitoli a caso numeri di pagine date e giorni segnati impegni scadenza rette e bollettini riassunti e traduzioni calcoli formule aule e gente che ancora guardo allibita come se le vedessi ogni mattina per la prima volta. forse è così. forse resetto l'ambito 3E alle ore 13.30 e lo stato stand-by dura tutta una giornata fino alla mattina successiva e tutte le volte dovrei ripresentarmi, stringere mani molli ancora una volta, sorridere pensanso ma chissà questo/a che ha da dirmi che tipo di persona è diventeremo grandi amici/e oddio sono grande che bello greco. no, forse non dovrei, alla soglia di una maturità ancora poco realizzata, alle soglie di un inizio che probabilmente vivrò parallelamente anche io a te cercando di assaporarne gli odori esotici e i gas di scarico più densi, imparando di nascosto quello che studi e quello che fai imponendomi di essere parte prematuramente di qualcosa che ancora non mi conosce.
se tu mi conosci però non odiarmi quando cado nell'indecifrabile casino che mi creo nella testa per il quale non sono nemmeno in grado di chiederti come stai.

hei, bella vita..

Ka.
 
18 Settembre 2006

ma la vita di chi, scusa. (?)

..in effetti ci credo che spesse volte faccia tutto quanto parecchio schifo. il tuo modo di masticare per esempio. e come respiri, mentre mangi. non puoi evitare una delle due cose? io opterei per la seconda, poi fai tu. è esilarante il clima, sai, che crei. in questo assurdo cumulo di macerie. ed è esilarante la sfacciataggine, credimi, con la quale porti a spasso il tuo enorme culo poggiandolo fiero, su ciò che non è tuo. è comico il modo in cui riesci sempre a dire la cazzata sbagliata nel momento peggiore. d'altro canto tu non brilli per intelligenza, giusto? come sei professionale.. quando reciti quella parte del cazzo che ti sei studiato a regola d'arte per riuscire a mantenere la posizione che ti sei preso. e quanto sei fottutamente figlio di troia quando hai l'arroganza di prenderti anche solo una sillaba in capitolo. mi fai schifo. e fai schifo anche a lei, fidati. ma ancora, dopo tutti questi anni, non è in grado di spalare via la merda dalla sua vita. non è in grado di amputare via la cancrena che le riempe la casa. la macchina. il divano. il letto. il cervello. no, il cuore lasciaglielo stare. lascia stare. lascia. casa mia ora non la guardo più. ogni angolo è impregnato di te. del fetore che emani. dei resti del tuo appetito insaziabile. animale. da camera mia alla cucina il tragitto è diventato troppo fastidioso. la luce di quella televisione del cazzo inonda sempre lo schermo. con stronzate, finchè sai che qualcuno può darci un occhio. dall'una in poi grazie a dio dormo. o non ci sono.

mi fai schifo. e lo schifo di vita che hai portato nella vita degli altri.


K.
.
 
05 Settembre 2006

Crepes. Shots. Noise. ..Summer's end.


e ora capisco. non c'è coniglio nel mio cappello. nessuno scheletro dentro al mio armadio. nessun sapore, odore, tracce o lividi sulla mia pelle. solo un respiro. che sorge piano tra i pensieri, e un po' di rabbia quando ricordo il resto. un po' di rabbia quando ripenso al gesto. un po' di rabbia quando rivivo gli occhi. le. ma non c'è motivo, ne so qualcosa. amo perchè riesco a percepire di poterlo fare. lo sto facendo. unica attività per la quale non ho bisono di ossa intatte ma solo di un muscolo che quando si ferma, crea in me il vuoto di un non respiro. e sento che allora muoio. e sento che allora dico ciao. e sento che allora finalemente c'è silenzio. poi arrivi tu. fragoline, acqua, e toast. è veramente così grande la motivazione per tornare a sentire casino. lo è. oh, se lo è.

K.
 
19 Luglio 2006

no more drama.

..non faccio testo. quando scrivo. dal momento che non leggi perchè io non ti invito a farlo. non faccio testo. quando parlo. dal momento che ciò che dico, sul tuo conto, poi a te non riesco a dirlo mai. sputiamo fuori solo cattiveria. non odio in fondo proprio tutto quello che alla fine è la sostanza di ciò che ti dico. non odio. maledico appena il tuo passare sofisticato. maledico appena il modo in cui parli con la gente. maledico appena il tono della tua voce quando sentenzi su cose che non conosci. il tuo essere borghese tra la folla. superiore tra i tuoi pari. il tuo voler rivendicare diritti che non valgono poi, per il resto della gente che gira attorno al tuo mondo dorato. si avvicinano al nucleo solo con il tuo permesso. ti accarezzano solo se con le mani pulite. ti parlano solo con parole difficili. candide. lo sgarro, nei tuoi occhi non si manifesta. nella tua vita solo tabelle di marcia. orari e scadenzeche mi hai trasmesso e che molte volte sento essersi inculcate dentro me. una parte di te che cerca di farsi spazio nella scorza che mi protegge e che in parte tu, in parte io, in parte gli eventi sfavorevoli o fortuiti hanno contribuito a rafforzare. ma in fondo non odio. sopporto poco, il tuo essere sempre così inaffondabile. il non riuscir mai a trovare una breccia nella tua testa. nel tuo cuore, si sa, ci sono dentro anche troppo. motivo di fondo per cui sto cercando di scucire il mio corpo dal tuo. da te, che ci vorresti siamesi. gemelle. impossibile. lo sai..e non cè colpa in tutto questo. ma nei tuoi occhi, la disperazione del distacco mi rende il vivere molto sofferto. pesante. costretto. mai, vorrei farti alcun torto. mai. ma puntualmente t anniento inattesa del contraccolpo. non mi uccide del tutto e aspetto che il tempo lasci tempo e il cuore al cuore e la mente alla mente e che gli occhi si sgonfino e che i segni delle unghie sul braccio svaniscano e che la maglietta di asciughi dal sale e con un colpo di rimmel una scossa ai capelli ripristino ciò che c'era. apparentemente. sembianza. e intanto il tempo avanza e dentro resto me. e tu al di fuori. e dentro resti te. ed io al di fuori. ma credimi, per quantesiano le lacrime da poter versare ne verseremo ancora, e sbatterò altre mille porte, ti ucciderò altre mille volte, incasserò altri mille colpi, distruggerò altri mille sogni.. per ritrovarmi poi a compiere meccanicamente quelle piccole attività che tanto ti rendono tranquilla. che tanto rendono impeccabile la tua vita. e per quanto io non riesca a distinguere il bene e il male. per quanto io non riesca, minimamente, a percepire ribrezzo nel sedermi di fianco allo sbocco, per quanto io non riesca ad evitare di riempire il mio corpo di cose, gradazione ai capelli, scure ombre alle unghie, luccicanti anelli in ogni dove, per quanto.. siediti di fianco a me sul quello sporco marciapiede e io ci stenderò un pizzo bianco per non sporcare la tua gonna nuova. asfalterò la merda del mondo perchè tu non possa rovinare le tue nuove scarpe. indosserò un capello e maschererò l'alternatività che ti spiazza costringendoti ad interrogarti sul perchè di tale sbaglio. parto errato. indosserò dei guanti. non mi vergognerò di quanto sei donna, e di quanto io, invece, sia solo cane. e strada. e strada. e strada. non sfigurerò, nel mondo che ti appartiene. rivaluteranno. e tu non sarai costretta a commettere lo stesso errore con la persona sbagliata. perchè ti amo. e nulla di più c'è da dire se non che in fondo, nessun progetto, può avere vita, se non lo avvalli, col tocco delle tue mani ben curate.

K.
 
16 Giugno 2006

Sad As Sadness.

è come viene il caldo. potente come non mai, rende la mia pelle traslucida e tiepida, le dita fanno attrito sulle braccia. le prime punture di zanzara alle caviglie. fastidiose, fanno male. non smetto di grattare. il caldo della mia camera alle 6 della mattina, quando il sole già è alto e picchia sui vetri, sulle inferiate. mi sveglia intorno alle undici e sento la goduriosa sensazione della noia. noia e il non sapere da dove cominciare a fare qualcosa, non sapere cosa, non sapere fare. non sapere cosa fare. ascolto sempre le solite malinconiche canzoni, intorno alle sette della sera un attimo più movimentate. risparmio il pump violento per quelle calde notti di luglio in cui la mia testa sarà troppo occupata a fare altro che scrivere qui. le mie mani staranno all'aria..stringeranno qualche altra mano. terranno in equilibrio una sigaretta, uno spinello. un bicchiere ghiacciato di mojito estero. unico. originale. buono. alcolico. è solo giugno, penso a quello che sarà di un fardello infinito di faccende, avvenimenti futuri che vedo presenti. e come al solito non riesco a concentrarmi sulla giornata che è. ma sempre su quella che è stata, soprattutto su quella che sarà. abitudine di merda. sensazione di perdita. non ho pace nell'anima. la mia gamba di nuovo sotto ai ferri. abbraccerò l'inverno con un altro paio di stampelle, un altro paio di progetti, il rancore, la rabbia del perchè a me. fanculo. l'anno della maturità. zero voglia di applicarmi mentre tu già ti starai applicando su quello che vedrò passato un anno di differenza da te. arrivo sempre in ritardo, vita. con te là, io qui, con il cuore e le ossa rotte. supporti metallici mi terranno insieme. spente giornate accompagneranno la vita che in questi anni hai colorato dentro ai miei occhi, resa densa fra le mie dita, fluida nelle mie lacrime, brillante nei miei sorrisi, ambiziosa e carismatica nelle mie parole, nei miei sospiri. conoscerò nuovi posti a sedere, nuovi orari, nuovi biglietti, nuove strade, come tu nuovi volti, accenti, parole, pareri.. brilleranno in te mille altri paia di occhi. e chissà se un paio di loro riuscirà a strapparti il cuore dalla tomba della bella e decrepita Giulietta. non voglio essere la tua Giulietta. non voglio soffrire, aspettare, piangere. morire d'amore. morire d'amore o d'angoscia. morire d'amore o d'angoscia allo stesso tempo si vive. allo stesso tempo si vive. o ci stiamo comunque provando. vengo con te. fra le crepe delle mura che ti circonderanno. nel tuo nuovo letto. sotto la tua nuova coperta. nel fascio di luce della lampada sopra al tuo nuovo tavolo, con la tua nuova colazione. nel tuo solito caffè. nella tinta pece dei tuoi capelli. vengo con te con un barattolo di marmellata. pieno delle lacrime che sono sicura, verserò per aggravare il futuro che per la prima volta vorrei non arrivasse mai. ma vivrò fiera di quello che stai per diventare.. chi? qualsiasi forma. qualsiasi colore. realizzata nella tua vita, finalmente, lontana da qui.
In Your Eyes I Lost My Place.
K.
 
29 Maggio 2006

my point of.. mh.

Hei, ciao. come no, ci mancherebbe.. davvero. davvero! eh, no, allora. no. si!
l'ho pensata ieri mattina questa cosa. ha accompagnato lo scorrere del tempo per tutto il giorno. e no, non l'ho trovata una via d'uscita. ci sono dentro. i casi sono sempre gli stessi, di solito son due, magari sta volta son tre. pochi di più in ogni caso. o faccio finta che in fondo il mondo lo vivo a caso, sbattendomene cancello il tempo. il fatto. e via così.. o mi assumo la solita "responsabilità", ci rifletto, mando a puttane il sentiero che ho tracciato, vivo l'emozione dell'attimo, riscaldo il cuore d'adrenalina, brivido sulle braccia, pelle d'oca sulle gambe, cazzate nel vento. o mi faccio del male chiudendo gli occhi di fronte a ciò che accade e mi mangio le mani, le dita, le nocche, lu unghie, il polso, l'avanbraccio e digerisco quello che sono in uno schifo di sputo, muto. così. e via.
il nulla lo immagazzino bene. dentro di me ci sta perfetto, incastrato, comodo, spazzioso. nulla. il tutto lo divoro in un colpo, senza pensarci. mastico, e mando giù. all'istante sembra buono, è saporito.. poi fai i conti con quanto hai dentro. non lo capisci più. fai fatica a comunicarci, con il tuo dentro. fai fatica a parlarci. ti sdoppi, triplichi i tuoi coinquilini. ma come cazzo..

K.

I've become tired
Of Wasting my time
Thinkin' bout choices
That I've made
Cuz i can't move forward
While looking behind
The only thing I can
Thing to do now is change the way
That I use to be
Cuz now it's seems
Crystal clear to me
[Hoobastank]
 
27 Maggio 2006

..io non ci sto.. non ci sto con la testa..

..io non ci sto.. non ci sto con la testa..
e come batto questi tasti. come riesco. ah, non lo so.. dimmelo tu.
tu che hai il paradigma dei miei sorrisi e diei miei pianti impresso in testa.
non riesco a scrivere..
per una parola ci metto ore.
quel vino.. dio, quel vino, ma che c'aveva dentro?
io non lo so. forse LSD. come aveva detto lui. lui? il nome non lo ricordo.
eh..
il concerto? non l'ho seguito. I'm sorry but..
il ritorno. l'andata. l'andata. il ritorno. l'inizio. la fine. la fine. l'inizio.
le nostre risate. l'alcool. e poi l'oblio. o forse è quello che vogliamo.
aiutami a capire. l'emozione è troppo ingombrante. bella. sincera.
dimmi si.
dimmi che lo è.

sincera. bella.
io.. io provo.
occhi blu.

i frammenti di ciò che scrivo sono quello che sento.
domani, magari..
no. domani. spererò che accada lo stesso.

io demone, in paradisi artificiali..

tu?

K.

luv u.
LUV U.


May Angels Lead You In.
 
24 Maggio 2006

Mentre fuori STA PER piovere.

..è indicibile quanto fuori sia finalmente bello. quanto fuori sia indescrivibilmente fresco. è indicibile quanto meravigliosamente bene mi senta a passare dal caldo del divano al pavimento di cotto del terrazzo, che basta un filo di vento per renderlo gelido. ed il cielo è nero come non lo notavo da tempo. visto si, visto e rivisto. ma non notato a fondo. e alle porte c'è quella cosa che chiamiamo estate.. comincio a sentirla veramente vicina, un filo malinconica se in sottofondo suona Somewhere Over The Rainbow.. forse è perchè sto aspettando che piova, dentro di me non vedo l'ora. e pioverà, il vento ne è la certezza, il grigio di quello che sta oltre la mia finestra lo conferma.
Non c'è molto da dire, in questi casi, mi basta respirare un po' più a fondo, passare davanti ad uno specchio, testare il mio sorriso, decifrarne il senso, rendermi conto che è buffo. il fatto che io mi sorrida allo specchio. catena di eventi che non può fare altro che portarmi a sorridere ancora. una stanza della mia casa è buia, come sempre, qualcuno dorme.. nel primo pomeriggio. per questo il silenzio è piacevole e naturale.. e veramente, il nero di questo cielo non è mai stato così bello. ovattato e caldo in quella che posso descrivere come una giornata di metà settimana felice. leggera. piacevole. liquida.

Mi chiedo quanto costa, sentirsi così un pochino più spesso. Quanto, in fondo, bisogna uccidere per ionizzare il cervello. Stendere una strato sottile di smalto sugl'occhi. Cicatrizzare le ferite. Far lievitare il pensiero, profumato di nuovo. Legare i capelli, per quanto possibile, con illuminazioni inattese. Sforzare quel tanto che basta i muscoli del viso, curva delle labbra che rende giustizia al proprio star bene.

K.
 
21 Maggio 2006

HIP HOP MOTEL



cioè, tu non puoi vedere l'ambulanza.. tu non puoi vedere l'ambulanza..!! XD

Impressioni generali,
scrivete.

Io non ho più voce per parlare.
Nè parole per dire altro. ;)

K.
 
18 Maggio 2006

Chiaro riferimento, entra nella tua stanza e cade in ginocchio.

Fanno luce. Ed è come è labile nella mente. Il suono non trasmette il freddo che ci si aspetta, e quella luce, in fondo non riscalda. Solidifica la cera che mi compone, muto nell'istante, attimo, in cui sento di poter morire se mi accanisco ancora in quel rapporto che non ha regola. Nè sembianza. Si erge imponente davanti ai miei occhi quando mi lascio cadere su un marciapiede, respiro affannato, sapore acre ed alcolico, dolce a tratti, nella bocca. Dita che odorano tabacco, procinto di asma, laggiù in fondo la trachea.. poi si frantuma nelle mie mani quando l'abbraccio. Perde consistenza. Svanisce e smarrisce sembianza. A quel punto cambio risvolto. Sigarette in tasca. Poi di nuovo fuori. Una la fumo, una la spengo. Non esistono immagini al rallenty ma solo frenetico mondo mi sfuggi davanti. E di nuovo un bicchiere e di nuovo una nuvola cade in un'altra, sparpaglia il mio essere integra. Risolve il mio globo in uno sputo d'asfalto. Segretamente parlo d'amore e cade in me la convinzione di conoscermi a pieno. Non riscontro nel vivere quello che sono nell'essere. Quello che sogno esiste tangibile e allora non ricordo quello che sogno in realtà. Potrei avere la voglia irrefrenabile di mordere, inglobare in me quell'universo che tanto si avvicina al mio, mordere e sancire col sangue il legame che per sempre a me resterà incognita. Una costante. E di nuovo, per quanto io possa, capacità potenziale di riuscire a sfregiare il tuo volto con il mio sentimento, accecare i tuoi occhi con i miei, far scomparire le tue labbra nelle mie. Scelta cosciente di non divulgarmi in infotrasmissioni e descrizioni fin troppo dettagliate, lo sai, non sono brava a dare spiegazioni. E resisto allora, ancora aggrappata a questa corda che altro non è che quella mitica spada di Damocle che pende severa sulla tua testa, quando il filo che ti unisce a me si sfilaccia nel fascio di una luce verde. Di un neon viola. E vedo pavimento, pista di morte, divanetto, boa di salvezza, bancone, alcool ristoratore, l'uscita, fumo ai miei polmoni, i piatti, certezza di essere così tanto fuori di me che nemmeno un ago piantato appena sotto il mio mento, o fra una delle mie scapole, riuscirebbe a destarmi dall'affascinante spettacolo di me stessa che si abbandona al buio intermittente, lo sto guardando. E pian piano sprofondo in quella che io chiamo tachicardia. Filtra tra le mie dita protese nell'aria la polvere che i miei, e i piedi di altri individui alzano da un pavimento sporco, anch'essi dispersi nella stessa isola di perdizione. E il mio corpo diventa leggero e pesante. Se mi stringi la mano è come se me la spappolassi, e se mi guardi con quegl'occhi ne deduco il colore dei miei. Altro non posso fare che ridere sguaiatamente e fottermene di quello che sto diventando nell'attimo in cui la mano me la stringi veramente, e strattonandomi a te, i nostri nasi si toccano.

K.
 
16 Maggio 2006

InZpiration.



no, non è una critica all'emo. XD
ma tutto è, sto tizio, tranne che emo.

ne convenite..? ;)

ThanKs to Sea.

K.
 
14 Maggio 2006

noi.. noi simu giovialii..



K.
 
08 Maggio 2006

The Perfect Jam.




luv u. luv us.
K.
 
07 Maggio 2006

Deja-vu.

Per quanto io continui a sopprimere ciò che dentro scalpita il tempo fa da se e di per se basta a farsi vivo. tira fuori il tutto sgarbatamente e al momento sbagliato. è imbarazzante.
BAM. Eliminata. Ero impreparata..
ma probabilmente certe storie sono fatte per resistere fino alla fine e non cè tempo che basti per se stesso e il cazzo amaro che lo tiene in piedi a distruggere quello che è.
e per quanto, ancora oh anima bella, tu possa reprimere il desiderio di estraniare, reprimere la certezza e l'origine di tale palpito, non resisterai alla tentazione di ridere fastidiosamente all'ennesima sviscerazione di un qualcosa che di per se, come il tempo, da se si spiega.
è inutile, non è carico di stamina come lo sputo divertente. non è carico di enfasi come il colore di un riflettore a stella, che senza senso e senza infamia se ne sta ad illuminare di luce inutile e fastidiosa il tutto, armonico e accattivamente, che rende il vivere il più interminabile gioco di prese per il culo che l'essere supremo abbia creato.
è tutto un poco come ricordarsi, di aver vissuto attimi che non si sono visti ne sperimentati, ne pensati, ne lontanamente sognati, ma ci si ricorda
. deja-vu dell'anima è intorpidimento della gamba. pizzicotto sul braccio. morso sul labbro. fumo nell'occhio. tosse e catarro. asma.

K.

So give me one good reason..
 
01 Maggio 2006

notte tardi..sono sola.

tu ripristina la mia stamina, quando un minuto sembra un'ora.. perdo la memoria..cerchi di fumo, nella stanza buia..misteriosa vibra nell'aria rapisce..
dove è scomparso il nome adesso c'è una cicatrice.
il più forte dei sedativi in un trentatrè giri.
ciba la mia mente...........................
mi avvolgo nel fumo di una siga.
placo l'angoscia di una ballerina che danza sopra una mina.
con le mie paure.
la luce tra le ombre, ma è la realtà che mi confonde.
a volte vorrei morire soltanto per reincarnarmi.
ferma la mia emorragia.
oblio.
notte tardi..sono sola.
lotto coi miei spasmi. .....................................
un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina. un disco calma il mio dolore come la morfina.

Dogo.
K.
 
27 Aprile 2006

Quanti momenti no, quanti progetti e poi no..

Quanto si è stupidi. quando il sole sale non si sente il caldo. quando piove ci si lamenta. rivendicazioni di stile passato, incomprensioni della propria metà. intesa come altra e come se stessa propria medesima unica. intesa come tutto, e forse come niente. la mediocrità dell'essere, il non riuscire a raggiungere un obbiettivo preciso, e il non potersi adagiare in una semplice felicità, velata di poca importanza. no, non si può lasciarsi trascinare da una brezza stupida ma tiepida, rispetto al gelido dei precedenti. non si può, nell'abisso del non si capisce non si può cadere, si rischia di stare male per spiegare agli altri che si sta bene. si rischia di stare male solo aprendo la bocca con qualcuno. si rischia.
e perchè allora non rischiare di mandare a fanculo il mondo solo perchè non si ha più voglia di far capire niente a nessuno. e perchè allora non resettare presente, passato e futuro e ricominciare da capo? troppo semplice, codardo. lo so. ma il punto di fuga credo non esista solo in un quadro. non solo in un affresco. il punto di fuga una volta trovato non lo si molla e non si torna indietro. e allora perchè rischiare?
perchè no.
è narcotico. è liquido. è vecchio. è fibra. è vena. fa bene. è di nuovo. è più nuovo. è diverso. è appagante. è quello che è. è mio. mi piace. lo sento nelle casse mentre mostro una s o una m. il più delle volte un'xl. se capita anche una xxxl. eh, c'è chi non ha bisogno delle taglie forti. ma le indossa.
lo sento nelle casse mentre mi irrigidisco davanti ad una cassa che non collabora. e lì, i miei 4 in matematica si fanno sentire. e allora rido, tanto oggi non cè sole intorno a me.. e tutto mi sembra confortevole. mi gratifico guardando fuori e parlando una lingua che non è proprio la mia e che parlo male. ma come mi avrebbero detto a Lisbona, cosa mene.
cosa mene. e cosa mene se è di nuovo liquido. di nuovo narcotico. questa volta mi piacerebbe essere io ad intortarmi con quelle note e quei beat, io, che regalo un pezzo di me agli altri, senza lasciarmi riempire e colmare fino all'orlo. piacerebbe toccasse a me. ma non lo so, se i padiglioni si aprirebbero con così tanta sete, con così tanta curiosità. il passato non si cambia, il brownsugar non si tradisce. no, non ti tradisco. e sono sana. sana. sa no bis. e ho dita troppo grosse, zero spazio per gli anelli, e non lo so, non lo so.. e se non sarà mio resterò zitella. vuoi fottere con me? no, non la tengo in piedi io la scena. mi piacerebbe solo spingerla, una volta tanto.
ci sto ricadendo.
volete rime scarse?
no, no.

mio dio.
camera mia. la peggiore prigione.
ed è proprio vero, vecchia rossa, uno schiavo le ama le proprie catene.
amo.

K.
 
20 Aprile 2006

Non c'è esistenza senza peccato.

..è un semplice battito cardiaco. circoscritto in un perimetro caldo, intimo e vitale. non c'è bisogno nè motivo, di aprire i cancelli, lasciar sfumare l'aria densa, perdere le gocce di quel vapore rosso. ed è come imprimersi a fuoco un sibilo, continuo e persistente, dolce, piacevole e sentire per la prima volta che il sentiero che si sta tracciando calza bene e piace, soddisfa, appaga. non c'è rumore senza suono, nè lacrima senza benessere e piacere senza amore.
ciò che voglio dirti, è che l'istante limitrofo al tempo ideale è semplice. lo si può raggiungere. il vivere senza vivere si può cancellare.
è un'impronta digitale, così carica di indizi da rendere perfetta la descrizione di un attimo. e vivo allora con le tue mille e diecimila impronte digitali sulla pelle, impresse per sempre come nella cerca calda.
amo, il tuo essere sempre fiero di ogni più piccolo sacrificio, orgoglioso dell'essere tu. e come dire, basta il tempo e il tempo basta per se stesso, fa lo stesso.."non ho cuore nel plesso". il cuore l'hai sentito. batteva. forse anche un po' forte. è il sentirselo battere addosso, che cicatrizza l'istante rendendolo nitido, vivido. "..gli attimi, i novanta battiti.." e i cento modi per non perderti.
e il piccolo relevè che devo fare, perchè la traiettoria dei nostri occhi si annulli, diventando neve.

tu sai, io so.

K.
 
avanti >

Studenti.it Iscriviti alla community di Studenti.it Segnala un abuso Crea il tuo blog Foto Vip
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto