24 Ottobre 2006

che bel titolo.

e comunque vada, per quanto dica, mi rendo conto che è veramente inverno. che poi il mondo si surriscaldi troppo e a fine ottobre mi ritrovi nel dubbio esistenziale del "jeans triplo strato o pantaloncino corto-sì-è ancora barcelona?" sono cazzi prettamente miei e dei ghiacci che si sciolgono. mal che vada, dico, patisco un po' più il freddo ma fidati che la figura di cacca passa inosservata quando ti passano avanti centomila imbecilli in piumino doppia oca. eh no. l'imbecille sono io. in braghe corte, evviva che bello il joint sulla plaja. è inverno e sto cercando di tradurre questa strana pagina della mia esistenza. cercando di adattare un qualcosa che si sente troppo largo, abbondante, in tutto questo tempo a vuoto.. la sensazione di infinito mi sgomenta.. e no, non è il Leo. preparàti o no, "pronti" non lo saremmo mai stati, che dici. ma questa domenica passata sapeva di amaro e aulin. sapeva di salato e ventolin. di cielo grigio quasi quanto il tuo nuovo cielo. di freddo fuori e vuoto dentro. non ho mai desiderato così tanto riempire la mia casa di gente. il mondo nuovo era alle porte, tu hai dovuto aprirle. che bello. che brutto. un pensiero contrastante che mi fa ridere, piangere e piangere, ridere come una folle e mi sorprendo a singhiozzare al telefono.
ad ogni modo riscopro le gioie di una sadica vita contemplativa che trascorro nell'ambiente statico della mia casa. annoiata e invasata guardo fuori il freddo e righe assurde su libri immensi capitoli a caso numeri di pagine date e giorni segnati impegni scadenza rette e bollettini riassunti e traduzioni calcoli formule aule e gente che ancora guardo allibita come se le vedessi ogni mattina per la prima volta. forse è così. forse resetto l'ambito 3E alle ore 13.30 e lo stato stand-by dura tutta una giornata fino alla mattina successiva e tutte le volte dovrei ripresentarmi, stringere mani molli ancora una volta, sorridere pensanso ma chissà questo/a che ha da dirmi che tipo di persona è diventeremo grandi amici/e oddio sono grande che bello greco. no, forse non dovrei, alla soglia di una maturità ancora poco realizzata, alle soglie di un inizio che probabilmente vivrò parallelamente anche io a te cercando di assaporarne gli odori esotici e i gas di scarico più densi, imparando di nascosto quello che studi e quello che fai imponendomi di essere parte prematuramente di qualcosa che ancora non mi conosce.
se tu mi conosci però non odiarmi quando cado nell'indecifrabile casino che mi creo nella testa per il quale non sono nemmeno in grado di chiederti come stai.

hei, bella vita..

Ka.

1 commento

  • C.

    piciulina..

    è bello se ti dico che puzzi ma ti tengo stretta in ogni caso. è bello.
    :*******
    Scritto il: 24/10/2006 23:13:32
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